Piccola posta 1955 Italian

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Questo film è dedicato
alle anime semplici.
Alle domestiche innamorate,
alle cassiere solitarie
che passano da sole la domenica,
alle zitelle che arrivate a 50 anni
sperano di trovare l’anima gemella.
Ai commessi viaggiatori
in cerca di avventure galanti
che credono che esista il perfetto
manuale del conquistatore.
Tanti secoli fa le famose Sibille
servivano con le loro risposte
a risolvere i problemi dei dubbiosi.
l nuovi templi dai quali si
distribuiscono consigli e risposte
sono le edicole dei giornali.
La più famosa di queste scrittrici
per dubbiosi è Lady Eva.
Questa non è lei, è come Lady Eva
si descrive nella sua rubrica.
Settimanalmente narra ai suoi
lettori delle sue toilette,
della sua vita galante tra
ricevimenti e cacce alla volpe.
Descrive la meravigliosa
villa nella quale abita,
che in realtà
è una casa di periferia
dove il fattorino porta
ad Eva le lettere dei lettori.
Sul campanello non c’è scritto
Lady Eva Bolavsky,
ma più semplicemente Cangiullo.
– Buongiorno.
– Buongiorno, lei è nuovo ? – Sì.
Eva, è arrivata la posta !
Oggi la mia voce
spacca i lampadari !
– Ho un’ambasciata del direttore.
– Venga nel salotto e non sporchi.
– Mammà !
– Finalmente ! Dov’eri, bambina mia ?
E’ arrivata la posta.
C’è un fattorino nuovo.
Stavo lucidando Tristano,
ha la corazza opaca.
– Maledette tartarughe !
– Lasciami stare il mio hobby !
Tristano è un amore quando è lucido.
L’estate fa male al maschio,
ricordi papà ?
lsotta invece è un amore.
Lei vorrebbe folleggiare,
invece lui niente.
Anche le tartarughe…
mammà.
Com’è questo ?
Muscoloso. Preferirei
che venisse uno malaticcio.
Almeno, morto il muscolo…
salvo il pensiero.
– Buongiorno.
– Buongiorno.
– ll solito ”discobolo”.
– Come ?
Niente, metta qui, caro.
ll direttore dice che aspettano lei
per stampare la rivista.
– Non l’ho mai vista,
come si chiama ? – EROSE.
Eros, ceto medio.
E’ il nome di un cavallo.
Mio padre puntò su di lui e vinse.
Questo nome è ”un macello”,
mi prendono in giro tutti.
”Eros Alipede si scocca e il dardo
in petto mena.” Allora ?
– Ma… – E’ un verso di Byron
che ho utilizzato per una ragazza
che aveva il marito aviatore
che la tradiva.
– L’ha consolata tanto, poverella !
– Ma che dice? Non la capisco.
Vai, Eros,
mammà ti darà la mancia.
– Arrivederci ! – Di’ al direttore
che farò in fretta.
Lettere ! Lettere !
Ogni giorno devo costruire
un regno di fantasia !
Con questo caldo mi devo fare
una doccia al seno.
Eva, ho dato 30 lire al fattorino,
ha fatto 9 piani !
– Ho fatto bene, vero ?
– Quanto sei idealista !
Dimmi cosa c’è scritto
sulla prima lettera.
Vediamo…
”Ottantantenne abbandonata.”
– Ottantenne abbandonata ?
Sedotta no ? – No.
”Sono una signora di circa 85 anni,
vedova e senza figli,
sono molto ricca, milionaria.”
Mi sento sola e mi annoio a vivere
nella mia grande villa
circondata solo da esseri irritanti
che mi amareggiano le giornate.
Specialmente un dottore che ho fatto
venire dall’lnghilterra
e che mi tormenta con le sue cure.
Sento di avere ancora
tutta una vita davanti a me,
ma non resisto più in questa
situazione. Sono ossessionata.
– ”Posso avere qualche speranza ?”
– A ottant’anni ? – Già.
Scrivi.
Cara ”Ottantenne abbandonata”,
la tua calligrafia dimostra spirito
giovanile, iniziativa, sensualità.
Sensualità a ottant’anni ?
Ma… sì !
Ogni età ha il suo fascino.
Pubblico questa tua affinché qualche
anima buona accolga il tuo appello
e risolva il tuo problema.
mammà, vedi quanto sperano
queste ottantenni ?
Anche tu potresti trovare
un ragazzo.
”Avida premio Oscar”. Questa
è un’altra esaltata del cinema.
”Lei sola può consolare
il mio tormento
di non essere ancora
celebre, ricca e famosa.
Non sono pazza,
vivo in provincia…”
(..sono rivenditrice
in una tabaccheria.)
(Ma sento di essere nata
per il cinema.)
(lncatenata al mio oscuro destino !)
ll giornale e un grosso sigaro.
”..è imminente la deliberazione
della commissione statale…”
Che mi ha dato ?
(Tutte le mattine nel segreto
della mia cameretta mi tormento.
(Credo di avere tutte le possibilità
artistiche delle dive.)
(La comunicativa di Sofia Loren.)
(Le qualità interpretative
della Lollobrigida.)
(E tutti i mezzi espressivi
di Marilyn Monroe.)
(Purtroppo ho un genitore retrogrado
che non capisce niente di arte.)
VOCE NON UDlBlLE
(Mi rivolgo a lei per avere
un aiuto, un consiglio.)
(Per me è molto importante !)
Con questa sono 102 le vocazioni
artistiche di questa settimana.
lnclude anche la foto ! Da dove
vengono tutte queste vocazioni ?
Quando si nasce artisti come questa
le vocazioni sviluppano !
Le vocazioni di questa
mi sembrano irrefrenabili.
mammà, abbiamo ancora quegli ormoni
di pollo ? Mi sono afflosciata.
Per star bene dovrei avere
le misure della Kelly. Scrivi:
Cara ”Avida premio Oscar”.
La tua vocazione
è legittima e onesta…
Bambina mia, rispondiamo a un’altra
lettera e poi andiamo a letto.
”Spirito allegro di Caltanissetta.”
Non chiedono mai cose intelligenti
come spiritismo, luoghi geografici…
Per carità !
Ci vorrebbe l’enciclopedia.
Senti questa cretinetta
cosa scrive !
”Lady Eva,
credete al ”colpo di fulmine” ?”
Perché cretinetta ?
Scrivi.
Cara ”Spirito allegro”,
mi chiedi se credo
al colpo di fulmine ? Certamente.
Ti racconterò in proposito
un fatto accaduto a me,
che dalla grande lezione della vita,
ho sempre cercato di apprendere.
Ero a Parigi.
Ricordo che incrociai il ”tiro
a quattro” Di Olga Alessandrovna,
”La sirena calzata da cosacco”, come
la chiamava scherzosamente lo Zar.
Era primavera
e sentivo l’animo leggero,
e il mio amore per la natura,
appreso alla scuola di Balzac,
mi fece fermare
davanti a un chiosco di fiori
simile a quelli dei quadri di Renoir.
Ricordo che acquistai rose
e magnolie per farne un ”bouquet”
da porre ai piedi
della mia icone preferita.
Fui una giovinetta devotissima.
Ripresi la mia passeggiata,
quando improvvisamente apparve lui !
Fu un improvviso prepotente
cozzo di anime.
– E’ cieca ? Perché non guarda ?
– Mi dispiace.
Si è fatta male ?
No, sto bene.
lnvece era stata una vera
folgorazione, caro ”Spirito allegro”.
– Mi dispiace. – A me dispiace più
di tutti ! Chi mi paga la merce ?
– Mi dispiace, è colpa mia.
– Lei è sempre distratta !
L’altra volta ha portato via
un chilo di meloni senza pagare !
Come ti permetti di offendere
la signorina ? Prenditela con me.
Tu non sai neanche guidare
la motoretta !
L’offesa fatta al mio onore
dall’odioso visconte di Tourbillon,
che vidi più tardi sparire dalle
scene europee per uno scandalo
di sardine che fece tremare
molte teste coronate,
esigeva una riparazione, un duello.
Così lui si batté per me.
Si sfidarono alla pistola
in una fredda alba di settembre.
– Lascialo stare ! – Ringrazia
il Cielo che ho un’ammonizione !
E’ la tua fortuna !
Chi ha visto il gatto ? Fifì !
Fifì, vieni qui !
Finalmente ! Sei convalescente.
– Finalmente l’ho ritrovato.
– E’ suo ?
– E’ una mia paziente.
– Veterinario ? – Sì.
La cura delle piccole creature
indifese è una missione.
La nostra bella Fifì è malata ?
Ha avuto un piccolo eczema
di zecche e pulci.
Niente di grave, basteranno
delle frizioni di latte e petrolio.
Puzzerà un po’,
ma poi tornerà normale.
Ora chi mi paga
questi 50 chili di melanzane ?
Passi da casa mia, al 22.
– Lei non deve pagare, la colpa
è mia. – Per carità, la colpa è mia.
Sono già stata ripagata
incontrando un gentiluomo.
– Ricordi, il 22.
– Va bene.
– ll 22 di questa strada ?
– Esatto. – ll mio stesso palazzo.
– lo sono il dottor Marco Cappelli.
– Baronessa Eva Bolavsky.
Polacca da parte di madre.
La vita è curiosa, si abita vicini
per tanto tempo senza vedersi mai,
e poi all’improvviso
le rotaie del caso si incrociano.
Anche lui ebbe il colpo di fulmine,
”Spirito allegro”.
Mi fissò per lunghi attimi,
poi proferì con voce mutata:
– Posso darle una ”strappata” ?
– Scusi ?
Un passaggio con il motofurgone.
Mi adagiò sui sedili in cui
il cuoio della sorella Bulgaria
si intrecciava alla morbida
renna della cugina Finlandia.
Partì dolcemente, come se le sue
mani volessero carezzare la macchina
come una cosa viva. Non parlammo,
la velocità ci inebriava
come un sottile, acutissimo profumo.
Tu mi chiedi, cara ”Spirito allegro”,
se credo al colpo di fulmine ?
Esso è il mio credo d’amore.
Eva… davvero ?
mammà, lo vuoi vedere ?
Eva, un veterinario !
Lo stile dell’uomo
si vede anche sulla bestia,
e poi a noi donne intellettuali
piacciono questi ”Brando type”,
– questi ”Muscle boys”.
– Che vuol dire ?
Fusti, mammà !
SQUlLLO DEL TELEFONO
Pronto ? Casa Bolavsky.
Buongiorno, direttore.
Signorina Cangiullo,
sono il suo direttore.
Quando arriva questa benedetta
”Piccola Posta” ?
Le rotative sono ferme perché le sue
risposte non sono ancora arrivate.
Sta fermando il nostro
complesso editoriale !
Buonasera, commendatore.
Abbiamo un po’ di ”frettina”,
faccia ”prestino”. Arrivederci.
Come al solito stiamo aspettando
la Cangiullo. E’ una vera calamità !
Ha visto la gente fuori ?
Ci distruggeranno l’anticamera.
Crede che a me
quella gente dispiaccia ?
Sono tutti lettori e Lady Eva
ha fatto aumentare la tiratura !
Caro editore, la posta
della Cangiullo declassa il giornale.
lo volevo impostare il giornale
su basi più serie, sulla politica…
Ma che dice, caro signor Borgiani ?
l giornali si fanno
per essere venduti !
– Si tratta di dignità.
– Ma che dignità !
Quando vedo leggere
il mio giornale sono felice !
Non leggono il giornale per la sua
politica, ma per Lady Eva !
Anzi, le dirò di più,
con il prossimo numero la posta
di Lady Eva sarà in prima pagina.
Tutti la leggeranno ! Se avremo
posto, metteremo la sua politica.
Dagli uomini politici ai manovali,
dalle aristocratiche alle sartine.
Lady Eva deve entrare nelle case
come la radio, il cinema, la Tv !
”Ottantenne abbandonata”…
La tua calligrafia denota spirito
giovanile, iniziativa, sensualità.
Pubblico questa tua affinché qualche
anima buona accolga il tuo appello
e consoli la tua solitudine.
”Anima buona”.
”Cara Lady Eva,
mio marito non pensa più a me.
Mi trascura con la scusa che lavora
molto e che è sempre stanco.
Come posso riconquistarlo ?”
(EVA) Cara ”Naufragio d’amore”,
quanto devi soffrire !
L’amore di molte spose
è stato sacrificato ad lmene.
Valgono anche per te i soliti
consigli che do in questi casi.
Per riconquistare tuo marito devi
creare intorno a lui un’atmosfera
di calore, di tenerezza.
Sii sempre bella e attraente.
Se tuo marito ti trascura,
tu cercalo, telefonagli dove lavora.
SQUlLLO DEL TELEFONO
Sì, sono il giornalaio.
Come ? ll signor Gigliozzi
sta al traffico.
Avanti !
Che fai ? Cammina !
E’ una cosa urgente ?
Signor Gigliozzi. Signor Gigliozzi !
– Signor Gigliozzi ! – Che vuoi ?
– Ti vogliono al telefono.
– Una donna dice che è grave.
– Non posso, sono al traffico.
– Ha detto che è gravissima !
– Vai via !
Gravissima ?
E’ morta la nonna !
A quell’età vuole ancora
fare il bucato ! Testarda !
Vengo !
Pronto ? Com’è successo ?
A che ora è ”finita” la nonna ?
La nonna ! A che ora è finita ?
Non è la nonna, sono io.
Mi senti vicina, Pipinuccio ?
Certo !
Perché, il telefono è rotto ?
Non parlo del telefono rotto.
Voglio che tu senta
il tepore del mio affetto.
Quale tepore ? Sei impazzita ?
lo devo dirigere il traffico !
– Mi vuoi inguaiare ?
– Cosa dici ?
Mi interesso al tuo lavoro,
voglio rinfocolare il calore sopito.
Lady Eva consiglia…
Lo sapevo ! E’ quella solita
rompiscatole deficiente !
Lei ti dice di mettere le bistecche
in faccia e io rimango digiuno !
Smettila di ascoltare
quella disgraziata !
Se il dottor Tamburello mi trova
al telefono mentre sono in servizio,
non mi darà la promozione !
CLACSON
Lo sapevo ! Disgraziata, maledetta !
Volete rompere il telefono ?
Maledizione, che filo lungo !
ll dottor Tamburello !
Bene.
– Buongiorno, tutto bene ?
– Buongiorno. Sì.
– Per fortuna ci sei tu.
– Modestamente quando ci sono io…
Niente modestia, tu sei bravo.
Questa sera devi fare servizio
a Piazza Colonna e a Piazza Venezia.
C’è il ritorno delle macchine
da Castelfusano
e dei tifosi della partita
dello Stadio Olimpico.
– Occorre una persona decisa.
– Stia tranquillo.
E’ nel mio interesse, sono in attesa
del trasferimento in Questura.
– Allora mi raccomando.
– Stia tranquillo.
Mi saluti la sua signora e anche
sua madre. So che è ancora viva.
– Purtroppo io sono orfano.
– Mi dispiace. Ciao, Gigliozzi.
Accidenti ! Da Piazza Venezia
a Piazza Navona… !
Lady Eva dice che non mi devo
scoraggiare anche se io sono ricca
e lui è solo un vigile urbano.
Dice che la vita matrimoniale
deve essere una serie di sorprese.
Così non ho detto a Pipinuccio che è
il nostro anniversario di matrimonio.
E non sa neanche che voi siete qui !
Ottima idea, così abbiamo avuto
il piacere di conoscerci.
Pensi che sorpresa per mio marito
trovare qua il suo superiore !
Lui parla sempre
del dottor Tamburello.
Ora il dottor Tamburello
è in casa sua !
– Non capisco questo invito !
– E’ un gentile invito.
Poteva invitarmi lui stesso,
ho parlato oggi con lui !
Avrei potuto rifiutare !
Ma questo invito tra mogli…
– Calmati, bisogna aver comprensione
con i dipendenti. – lo ce l’ho !
Forse capisco il perché
dell’invito, lo dovrei promuovere.
lo non sopporto
queste ”sviolinature” !
Zitti ! L’abbiamo visto
dalla finestra, sta arrivando !
– Allora ?
– Zitto, è una sorpresa !
Mi sento rimbambito.
Tre ore sotto il sole
con quella divisa addosso !
Ascensore !
– Un momento !
l metropolitani
fanno proprio una bella vita !
Caro, che piacere rivederti !
Dopo 15 anni che ti vedo,
te ne accorgi ora ? Che hai ?
– Lasciami in pace.
– Sai che giorno è oggi ?
ll 15 giugno, l’anniversario
dell’invenzione del quadrilatero.
– Ti ho preparato una sorpresa.
– Sono stanco, sono stato al sole…
– Non levarti la giacca !
– Ma che ti succede oggi ?
– Metti la benda.
– Ma che fai ? – Non te la levare !
– Giura sull’anima di tua madre
che non la toglierai. – Va bene !
– Che vuoi fare ?
– Ti bendo come Cupido.
Vorrei conoscere questo Cupido !
Piano, aspetta !
Non farmi cadere !
Non farmi spezzare le gambe !
Non ti muovere e non toglierti
la benda, l’hai giurato !
il giorno che l’ho sposata !
La poltrona era da questa parte.
C’è corrente d’aria ?
Dove sono ? Questo è il salotto ?
mamma mia, le scarpe ! Maledizione !
Cinque crocevia !
Non uno, cinque crocevia !
lo devo pensare alla promozione
e quella pensa alla sorpresa.
l calzini nuovi, maledizione.
– Teresa mi ha lasciato così !
Tolgo la benda ? No !
Quella divisa mi stringe !
Mi fa venire un prurito… !
Anche il fegato !
Sette ore di incroci !
Roba da dare la testa al muro.
Appunto. La testa al muro !
Sono furie di sangue !
Questo scherzo oltrepassa i limiti,
io sono un funzionario !
– Zitto, ora c’è la sorpresa.
– Sì, la sorpresa.
– La devo tenere ancora ?
Sì, un momento, c’è la sorpresa.
– La sorpresa !
(TERESA) Com’è andato il lavoro ?
Ho sgobbato 3 ore sotto al sole !
Avevo appena terminato
ed è arrivato il dottor Tamburello
per assegnarmi altri 5 crocevia.
Quanto è simpatico quello !
Squilla il telefono e chi è ?
Tamburello !
Apro la porta e chi è ?
Tamburello ! Sento un rumore…
Oddio…
Oddio.
Ta… Tamburello !
Tamburello…
lo ci vedevo da sotto la benda…
dottor Tamburello.
Le è piaciuto lo sche… scherzo ?
– Stavamo scherzando anche noi.
– lo non volevo, ma…
– Siamo persone di spirito.
– Abbiamo i ”tamburelli” in casa !
Cara, i Tamburello !
Perché è venuto a casa mia ?
Sua moglie…
E’ stata lei !
Chi altro poteva essere ?
– Le sorprese non sono finite,
vero ? – Lei è mia moglie.
La signora Tamburello !
Sono veramente fortunato.
La mamma del dottor Tamburello.
Ecco la sorpresa !
Ma che hai fatto ?
– Scusate ! Vai via !
– Vado a controllare il pranzo.
– La sua signora…
– Giusto, giusto !
– C’è mia madre, mia moglie…
– Scusi, signor Tamburello.
Scusate.
Parlo con la casa di Lady Eva ?
ll numero che mi hanno dato è esatto.
Voleva darmi solo dei consigli !
Eva, c’è un uomo che dice
delle ”cosacce” su di te !
– Sarà qualcuno che non abbiamo
pagato. – No, è un lettore matto.
Forse è ”Spirito di Valentino”,
quello che sta in manicomio.
lo gli avevo suggerito l’evasione.
Sì, ma spirituale ! Ora vai.
Sono Eva,
ti capisco, ”Spirito di Valentino”.
Quando fuggii con un bimbo in braccio
durante l’invasione di Varsavia,
pensarono che fossi pazza.
lo la caccio !
lo sono un pubblico funzionario !
Perbacco, sono un pubblico
funzionario, non posso trascendere !
Se sei convinta di avere dentro
di te il sacro fuoco dell’arte,
sappi che basta un’occasione perché
il destino compia il suo ciclo.
Tu puoi lottare per creare
questa occasione dorata.
Tutte le grandi dive
hanno cominciato per caso.
Ti sarà utile acquistare la collana
completa ”Le Stelle di Hollywood”
pubblicata dalla nostra
casa editrice, lire 100 cadauna.
”..ma la gloria non arrise
facilmente alla nostra Marilyn.
Dopo 3 anni di inutili tentativi
partecipò a un film come comparsa
e fu notata dal regista
che le ingrandì la parte
fino a farla diventare
la protagonista.”
VOCl CONClTATE
Aspettate,
adesso arriva il regista !
– Come si fa per essere assunte ?
– Sei iscritta al Collocamento ?
– No.
– Allora vai via !
Largo, fatemi passare !
Non ho tempo,
parlate con la Produzione ! Via !
”La storia di Martine
non comincia nei teatri di posa.
E’ una storia molto strana,
comincia con un suicidio.
ll mondo conobbe Martine Carol
e la sua bellezza
il giorno che si buttò nella Senna.
Fu un tentato suicidio clamoroso.”
Poveri Tristano e lsotta !
Li ho messi in frigo
per poter poi chiamare il dottore.
Che belline, sembrano due statuine,
sempre ferme !
Non moriranno di freddo
prima che arrivi il tuo veterinario ?
– Le tartarughe vivono più di 300
anni, leggi l’enciclopedia. – Bene.
– Che ti preparo ? – Vai al cinema !
Non so quando arriverà il medico.
– Non so quale film scegliere.
– Che cosa mi metto ?
– Prova il ”Pullover Baby”. Ciao !
– Metterò il bolerino bulgaro.
Non so che scegliere.
All’Excelsior: ”Motivi in maschera”.
Al Metropolitan: ”Motivi in
maschera”. Fanno tutti questo film ?
– All’lmpero: ”Sabrina” !
– Non l’hai visto ancora, mammà ?
Vai a vederlo, lei è un amore,
deliziosa !
Sabrina ? E’ un’idea !
Se diventassi come Sabrina ?
Dovrei mettermi i pantaloni, ma ho
i fianchi più larghi della Audrey.
La testa non va bene,
forse il taglio…
Devo tingere i capelli.
Pronto ? Antonio, sono Eva Bolavsky.
Vorrei tornare bruna.
EVA CANTlCCHlA
– Buonasera, desidera ?
– Buonasera, sono il veterinario.
Ah ! Sono così distratta !
Le pazienti dove sono ?
Ho fretta.
(lN FRANCESE) Si accomodi, prego.
Ho fretta, devo andare a Fara Sabina
perché ci sono due vacche moribonde.
Vacche, oh !
Sì, due vacche.
Dottore, si accomodi.
Non so nemmeno se c’è da sedersi.
Torno da un lungo viaggio e non
ricordo com’è fatta la mia casa.
– Le preparo un latte di tigre ?
– No, grazie. Sono astemio.
Noi veterinari dobbiamo stare
attenti. Quando visito, non bevo.
Ma è solo un piccolo cocktail.
– Dove sono le pazienti,
per favore ? – Eccole.
Tristano e lsotta stanno sempre
bene, ma oggi sono rigide.
Spero che possa fare qualche cosa.
Mie piccole, il dottore vi guarirà.
– Sotto al guscio c’è del ghiaccio.
– Che infreddatura ! E’ grave ?
ll ghiaccio è una cosa
e l’infreddatura è un’altra.
Sono sempre due fenomeni
complementari.
Bisogna ponderare, studiare,
trovare la ragione.
lo non ho fretta,
ho la pazienza orientale.
Sotto la sclerotica,
le numerose piccole placche ossee,
sotto la terza palpebra…
Le tartarughe hanno tre palpebre.
Davvero ? Vuole mangiare qualcosa ?
Forse mammina ha lasciato qualcosa
nel frigorifero.
Lei ha il vizio di lasciare aperto
il frigorifero ?
lo non ho vizi.
Però ho molti difetti.
E’ bastato un po’ di calore,
ora stanno bene.
Stia attenta, tenga sempre chiuso
il frigorifero.
– Grazie !
– Ma non ci siamo già conosciuti ?
E’ possibile, forse a Montecarlo.
No, lì ho conosciuto
solo dei russi.
– A Biarritz. – Dove ?
– Biarritz.
Che rione è ? Di solito io
non mi allontano da Piazza Bologna.
Ho capito ! La Vespa.
No, in questi giorni
non ho curato vespe.
Volevo dire quella cosa che fa
tanto rumore, la motoretta.
Motoretta.
Ora ricordo !
Lei è quella dello scontro !
– Veramente mi chiamo Eva Bolavsky.
– Sulla porta c’è scritto Cangiullo.
Sono polacca da parte di madre.
– Lei non era bionda quando ci siamo
scontrati ? – Mi ricorda bionda ?
La fantasia degli uomini
è straordinaria !
Sa… io scrivo.
– Ah ! Per questo è così…
– Così come ?
Strana. E’ strana.
E’ possibile. lo rispondo
alle lettere sui giornali.
Mi scrivono delle cose carine,
bizzarre !
Per esempio uno mi chiede
se credo al ”colpo di fulmine”.
Lei crede al colpo di fulmine ?
Sì, le vacche di Fara Sabina
sono state colpite da un fulmine.
Sono pericolosissimi.
Ora devo andare.
Prima deve dirmi
come sono le sue vacche.
– Svizzere ?
– Boh !
Un altro mi chiede: ”Come si comporta
un gentiluomo quando balla ?”
– Mi aiuti a rispondere.
MUSlCA ROMANTlCA
– Lei come si comporta quando balla ?
– Quando io ballo…. ballo.
Balliamo.
(lN FRANCESE)
– Cosa dice ?
– E’ una canzone francese.
”Quando mi sei vicina
la vita è deliziosa.”
– Davvero ?
– ln italiano non rende bene.
La nostra lingua è complicata,
piena di avverbi e particelle.
Le canzoni sono tutte stupidaggini.
L’usignolo, la colomba… !
Gli animali delle canzoni
si comportano come idioti.
Per esempio l’usignolo
non fa: ”Cicciuu-ci” !
CAMPANELLO
– Hanno suonato. – Deve essere
il ragazzo del lattaio.
A proposito di latte, le vacche !
lo ho fatto tardi.
La prego, resti qui, non voglio che
la vedano a quest’ora, siamo soli.
– Presto, la signorina Cangiullo.
– Sono io.
– Ma è cambiata !
– Che è successo ?
Sono le conseguenze
della sua maledetta rubrica !
– Questa è istigazione al suicidio.
– Ah, una domestica ! Chi è ?
Una ragazza che ha tentato
di suicidarsi.
L’hanno portata in redazione. Dai
documenti risulta che è di Vigevano.
Ha detto continuamente il suo nome:
Lady Eva.
No, io non conosco domestiche
di Vigevano.
E’ svenuta di nuovo !
Faccia qualcosa !
Ma io l’ho già vista !
– E’ grave ?
– E’ un forte shock.
– Cosa dobbiamo fare ?
– ”Deve” fare !
La terrà lei. La polizia non deve
pensare che l’abbiamo istigata noi.
E’ colpa della sua rubrica.
Arrivederci e buon divertimento !
Aspetti ! Poverina !
Proprio ora doveva venire
questa cretina !
– Chi è ?
– Una mia protetta, una suicida.
– Una suicida ? – Dottore,
deve fare qualcosa, io ho paura.
lo sono una donna debole,
sto tremando tutta.
– Dottore, la prego !
– Questo è un caso nuovo per me.
Faccia qualcosa,
in fondo lei è un medico.
Ho paura, se muore in casa mia,
sono rovinata.
lo non ho mai curato gli uomini.
Guardi se respira,
se qualcosa batte, siamo a posto.
– Non la spogli davanti a me.
– Ma lei è un dottore.
lo sono veterinario.
lmmagini che sia una gatta.
Prendo dell’acqua calda.
Una gatta !
Per rianimarla è meglio
l’acqua fredda.
Quella calda va bene per i parti.
– Com’è il cuore ? – Rotondo.
– Come rotondo ? – Beh, batte.
Si sta svegliando.
– Dove sono ? – Stai calma,
sei a casa di Lady Eva.
– Lady Eva !
– (MARCO) Sì.
Lui è il principe Poliakov ?
– Chi è Poliakov ?
– Un mio personaggio.
– lo sono lsabella.
– Si innamorano tutte di lui.
Marco, lei gli assomiglia un po’.
Permesso ? Posso entrare ?
C’è qualcuno in questa casa
di consigli ?
Non sento alcun invito,
ma io entro lo stesso.
Che ambientino !
Divertente ! E’ un po’ ”bazar”,
Casablanca. Carino !
Quanta corrispondenza !
Atmosfera tipica di Lady Eva.
Quanta corrispondenza !
Originale quella bestia sul lume !
C’è qualcuno ? Qui c’è un barone
che circola solo solo !
Non impressionatevi
per la mia apparizione improvvisa.
C’è qualcuno ?
– ll termometro…
– Permette ? Lei è Lady Eva, vero ?
Mi lasci esultare dalla gioia
per la sua acconciatura da paggio.
– Lei è ”conciato” come Enrico Vlll.
– Come ? RlCOTTARO ?
– Divertentissima !
– Lei chi è ?
– Sono l”’Anima buona”.
– Non la conosco.
A causa delle sue risposte
divertenti e spiritose,
i miei amici ed io la citiamo
sempre a Capri.
”Lady Eva ! Lady Eva” !
lo l’ho cercata al giornale e mi
hanno dato il suo indirizzo di casa.
Hanno detto: ”La disturbi a casa”.
– Sono stati un po’ cafoni.
– E’ vero.
Ma che ci importa ?
E’ divertentissimo lo stesso.
Permette ? lo sono il barone Rodolfo
Vanzino Castelfusano d’Arezzo.
Piacere, barone. Eva Bolavsky,
baronessa Baravich.
Si accomodi, casa mia è casa sua.
l suoi titoli nobiliari sono
originali, lunghi e incomprensibili.
– Hanno qualcosa di esotico.
– lo sono di Varsavia. Si sieda.
Grazie. lnvece di ”Si sieda”
potrebbe dire ”Si attendi”.
– Vuole del latte di tigre ?
– Due gocce.
Ho letto sul suo giornale
il caso di una povera vecchietta,
triste, sola, abbandonata
e mi pare milionaria.
Ah, ”Novantenne abbandonata” !
Mi aveva fatto paura !
E’ cattivissimo !
Però è divertentissimo !
Ho trovato la sua risposta
molto originale.
”Signora, lei è milionaria,
il vostro caso deve essere d’esempio
a tutti coloro che credono
che il danaro dia la felicità.”
ll danaro dà la felicità !
No, l’anima buona !
E io sono l’anima buona.
ll caso della vecchietta
mi interessa.
Secondo lei chi mi ha allevato ?
Mio padre ?
Lui è un pazzo che ha dilapidato
il patrimonio.
Mia madre è morta di crepacuore.
Secondo lei chi mi ha allevato ?
– Forse una ”schwester”.
– Chi ? – Una schwester.
No, una vecchia ! La nonnina ! Per
questo io ho il culto della vecchia.
Penso continuamente
alle vecchiette.
lo ho una grande villa e l’ho
trasformata in una casa di riposo.
La chiamerò ”Casa del Gaudio”.
Ritorna l’infanzia.
lo vorrei mettermi in contatto
con quella vecchietta.
Di solito io non metto in contatto
i miei lettori.
– lo faccio solo da ”ponte”.
– Capisco.
– Ma il suo nome mi dà affidamento.
– Certo, Castelfusano d’Arezzo !
Potrei consigliare la mia lettrice
di visitare ”Casa del Gaudio”.
Brava, Lady Eva !
Lei mandi la vecchia,
e vedrà che sarà felice di trovarsi
in quel paradiso di vecchie !
Lei mandi la vecchia.
Quando la manda ?
Questa passeggiata in macchina
può farvi male, donna Virginia.
– Mi chiedo perché l’ho permesso.
– Perché vi pago !
Lady Eva ha trovato l”’Anima buona”.
Devo vedere di che si tratta.
No, non voglio !
– (BARONE) Vieni.
– No !
– Vieni, cara.
– No ! Non voglio !
– Cesarina, fai la brava.
– No !
– Che hai dietro la schiena ?
– Niente, direttore.
– Hai gli occhietti furbi.
Fai vedere ! – Niente.
– Niente ? Questo cos’è ?
– Pane.
– Perché rubi il pane ?
– Perché la razione non mi basta.
Qui spendo tutta la pensione dello
zio esploratore morto in Abissinia !
– Brava !
– No ! No !
Avete sentito ?
Non le basta la sua razione !
– Neanche a voi basta ?
– No !
Chi ha detto ”No” ?
Chi ?
Tu stai zitta, non sei una vecchia,
sei un uomo !
Cesarina, andiamo nella saletta
dei giochi con il pane.
– Andiamo.
– No ! Nella sala dei giochi no !
– Sì, Cesarina.
– Cosa le fanno ?
L’altro giorno hanno portato
Floridiana nella sala di ricreazione
e le hanno sistemato
il cuoio capelluto.
– L’hanno rapata ?
– Sì.
-Siamo qui. -Com’è andata la vendita
dei biglietti della lotteria ?
Male. Ci ha rovinato la lotteria
dei pompieri.
– Però abbiamo fatto 2.000 lire.
– Li ho messi sotto il cappello.
Andate in soffitta e metteteli
sotto il mattone
prima che venga il direttore.
Speriamo che non se ne accorga.
Sbrigati, facciamo presto.
– Mi fa male un ginocchio.
– ll ginocchio !
(BARONE) Alt !
Buongiorno, Serafina e Veronica !
Venite avanti.
Venite, care. E’ andata bene
la lotteria delle ”tardone” ?
– Sì.
– Fatemi vedere.
Cos’hai sotto il cappello ?
Hai nascosto la refurtiva ?
”Chi nasconde la refurtiva sotto il
cappello perde l’anima e l’ombrello”.
Signor barone.
– Cosa c’è ?
– Sono arrivati. – Tutti ? – Tutti.
VOCE NON UDlBlLE
12 cappotti e 24 vestiti !
Sono due anni che aspetto.
– Prima si pagano i debiti
alimentari. – Perché ?
lo sono il droghiere
di questa casa di riposo
e ho un conto di un milione !
– A me deve dare cinque milioni !
– Cinque ? – Sì, cinque !
Carissimi amici !
Ho poco tempo, mi devo cambiare.
Volevo telefonarvi
per fare una bella cena insieme.
– Vi conoscete tutti ? – Sì.
– E’ un sarto fantastico.
Sua moglie come sta ? E’ sempre
grassa ? E’ divertentissima !
Suo figlio sta sempre al negozio ?
Devi darmi cinque milioni !
Ti sembro uno che si fa fregare
cinque milioni ?
– Ti hanno fregato cinque milioni ?
– Sì. – Chi ? – Tu !
– Con quella faccia ? – Mi prendi
in giro ? – No, sono affezionato.
– Ci siamo anche noi ! – Dobbiamo
dargli la precedenza. – Perché ?
– Siamo nati e vissuti insieme.
– Sai che faccio ?
Racconto ai carabinieri della
macchinetta che mi hai venduto.
– Quella che hai messo al bar ?
– Sì. – Ma veniva dalla Svezia !
– La Svezia non inganna. – Ma tu sì.
l carabinieri me l’hanno portata via.
Certo, la pallina girava
al contrario !
– Chi mi restituisce
i cinque milioni ? – Giusto, chi ?
– Tu hai una villa.
– l mobili. – l quadri !
E’ tutto sequestrato,
è tutto pignorato !
– La casa di riposo delle vecchie ?
– Non me la ricordate !
Le vecchie non rendono più !
lo ho 20 vecchie, 20 mila lire
ciascuna… ma ci sono le spese !
Sono mezze sceme, io do loro
il pappone, la cicoria, però…
Ormai le vecchie non rendono più !
– Volete le vecchie ?
– (lNSlEME) A chi ?
– Ve le portate via tutte.
– Ce ci facciamo con le vecchie ?
– ll sapone.
– Sei matto ?
Però dipende dalla vecchia !
Sta arrivando una nuova vecchia.
Me l’ha fatta conoscere Lady Eva,
attraverso la ”Piccola Posta”.
– E’ una vecchia miliardaria !
– Miliardaria ?
– Signor barone, sta arrivando
la contessa. – Arriva la vecchia !
Eccola lì !
Scenda.
– Bella.
– E’ qui ?
– ”Ammazza” che vecchia !
– E i soldi ? – Quelli ci sono.
Lasciamola entrare. Quando è
entrata… dove scappa la vecchia ?
– L’aiuto io.
– Mi lasci, faccio da sola !
E’ stata una pazzia farla uscire
dopo tutto questo tempo.
(VlRGlNlA) Mi lasci stare,
non mi faccia arrabbiare !
Dottore, sembra una stampa antica.
(BARONE) Riprendiamo
la nostra favoletta.
”ll settimo nano corse a vedere
nel suo letto e chi vi trovò ?
Biancaneve !
Allora chiamò a raccolta i suoi
compagni e tutti corsero a guardare.
Oh, che bella bambina !”
Care vecchine,
avete finito le caramelle ?
Prendete !
Prendete le caramelle, golosone !
Chiedetele quando le avete finite.
Cosa vedono i miei occhietti !
La nostra nuova pensionante !
Donna Virginia, benvenuta !
Care vecchiette, un applauso
alla nostra amata contessa !
Benvenuta, la casa l’accoglie
nelle sue calde braccia.
– E’ l’anima buona !
– lo sono il buon samaritano.
– Chiedete e vi sarà donato.
– Vi presento… – Un parente ? – No.
– Sono il medico della signora.
– Bene !
Qui non serve un medico: ”Qui si
sta in allegria, medico vai via !”
PARLA lN lNGLESE
– ln che senso ?
A me serve la vecchia, non il
dottore. Ecco chi mi risolve tutto.
Vi farò ascoltare un coro composto
da me con molti sacrifici !
Ok, Joe !
lo sono inglese.
Ma questo che vuole ?
CANTANO lN CORO
Le è piaciuto, contessa ? E’ solo
una piccola parte del nostro gaudio.
– Brave, vecchine.
– (lNSlEME) Grazie.
– Che bellezza !
– Le è piaciuto, contessa ?
Mi sembra riuscita questa allegra
fusione di ”capocce” sonore.
– L’ha fatto lei ?
– Sì, contessa.
E’ un bravo ragazzo,
intelligente e pieno di cuore !
Non ho mai udito voce di mamma,
mi ha allevato una voce di vecchia.
Mia nonna mi ha allevato ed ora
io restituisco il bene ricevuto.
Non faccia così,
dobbiamo stare allegri.
– Ho deciso di rimanere qui.
– Grazie, contessa.
– Dottore, resto in questa casa di
gaudio. – Vada dalle sue sorelline !
– Vada contenta.
– Mi sembra contenta, vero ?
Direttore, donna Virginia
è molto debole di cuore.
– Debole di cuore ?
– Sì, molto.
PARLA lN lNGLESE
– Niente, niente dolci.
– Niente dolci ?
APPLAUSl
Silenzio !
– La torta per la nostra nuova
vecchietta ! – (lNSlEME) Evviva !
Non gioite, non è vostra !
La torta è per la nuova pensionante.
– Tutta per me ?
– Sì, donna Virginia.
Questa torta raffinata è preparata
con panna, zucchero e cioccolata !
– Che succede ?
– lndovina. Uno scherzo !
– Mi è costata 10 mila lire !
lo ti distruggo ! – No !
Le altre non mangiano ?
Certo ! Cibi sani e buoni,
nella gavetta il pappone !
Devono evitare le sostanze
zuccherine, per questo sono vispe !
Non lo fare !
Quando venne l’altra contessa,
Floridiana tentò di fare lo stesso,
ma lui le spezzò un braccio.
E che altro ? Lo ricordi ?
– Sì, ora ricordo.
– Diglielo.
Le spezzò anche sei costole !
La televisione !
Presto, c’è la mia adorata
benefattrice Lady Eva.
Abbiamo trasmesso in ripresa
diretta il l atto dell’Aida.
Ed ora ecco a voi la più attesa
delle trasmissioni settimanali:
”Sussurratelo a Lady Eva.”
Questa trasmissione
è legata alla ”Piccola Posta”
di un noto settimanale:
”Adamo ed Eva”.
ll programma è legato al concorso
bandito dal grande settimanale,
il periodico della donna moderna…
Potevi mettere un fiore,
ti rinfrescava il faccino.
No, qui sono lady per quarto marito,
ci vogliono i brillanti.
– ll dottor Cappelli ti ascolterà ?
– Sì.
Ho preparato una trasmissione che
gli farà capire tutto di noi due.
Lady Eva è partita da una settimana
per un lungo viaggio,
ma è così affezionata
ai suoi telespettatori
che non ha voluto rinunciare
alla sua trasmissione.
Ci colleghiamo perciò con Varsavia.
Lady Eva Bolavsky vi risponderà
dal suo castello. A voi Varsavia.
Carissimi, carissime, buonasera.
Vi parlo dalla mia casa a Varsavia.
Questa settimana ho ricevuto
tante deliziose lettere.
Purtroppo una settimana
è troppo corta,
dura, come si dice,
”lo sbocciare di una rosa”.
Una premessa: se io sono stata
la panacea dei vostri affanni…
CAMPANELLO
..non dovete ringraziare me,
ma il bel cielo d’ltalia
che mi ha consolato
dalle mie disavventure…
– Buonasera.
– Buonasera, ma la padrona…
– Lady Eva. – Sì, mi ha detto che
c’era una trasmissione interessante.
– E’ cominciata.
– lo non ho la televisione
e quella del bar funziona poco.
Così ho pensato che…
Vuole vederla qui.
Venga, sono sola e stavo stirando.
– E’ proprio sola ?
– Sì, non c’è nessuno. Venga.
Lady Eva voleva presentarmi alla Tv
per lanciarmi nel cinema,
ma ha detto che lo farà un’altra
volta. Stasera devo stirare.
– Lady Eva è esigente – No, è stata
buona ad ospitarmi a casa sua.
– A lei interessa ?
– Certo, perché ?
– Non volevo che si sacrificasse
per me. – Stia a sentire.
Rispondo a un lettore… non trovo
la sua lettera, non importa.
Lui si firmava
”Buongiorno timidezza”.
E’ un uomo timido, il suo caso
è come quello di milioni di uomini.
Quello che dico per lui,
vale per tutti.
Per guarire da questa timidezza
c’è solo un sistema:
la maschera del bruto.
Ascoltami, uomo timido,
ascolta il mio consiglio.
Se la donna ti ha incoraggiato con
un gesto, anche solo con un sorriso,
non esitare, metti la maschera
del bruto, supera ogni complesso
e assali ! Come nella favola,
la pecorella desidera
essere sbranata dal lupo.
Spero che i miei consigli
siano serviti a qualcosa.
Poi le mie care pecorelle
scopriranno se sotto la maschera del
bruto c’è un compagno per la vita.
CAMPANELLO
E’ finita la trasmissione.
Oddio, la porta ! E’ Lady Eva !
lo esco dalla porta di servizio,
tu cerca di trattenerla.
– Mamma mia !
– Ssshh !
– Buonasera. – Buonasera. – Ancora
in piedi ? – Non avevo sonno.
– Ti è piaciuta la trasmissione ?
– Molto.
Bene.
– Non vai a letto ?
– Controllavo la porta di servizio.
– Pensa a tutto mammà, vai, cocca.
– Buonanotte. – Buonanotte.
Avrà sentito la trasmissione
e avrà capito tutto ?
Certo, ma poverino, non ha coraggio.
E’ uno di quei ragazzi
che vuole essere sposato.
Eva, cosa dici !
E il tuo lavoro ? ll tuo pubblico ?
Ha telefonato Borgiani…
Quello con le sue lettere, le cuoche
i pensionati, le domestiche !
Sono stufa dei fatti degli altri,
voglio occuparmi dei miei.
Come ho scritto qualche settimana fa
a ”Pino solitario”,
l’unica realtà per la donna
è l’amore.
Guadagna 40 mila lire al mese,
è un veterinario.
E’ vero, ma vicino a me potrebbe
diventare qualcuno.
Ho già pensato a una cosa
interessante per lui:
Un ”Animal’s Beauty lnstitute.”
– Cosa ? – Un istituto di bellezza
per bestie.
E i soldi dove li trovi ?
Donna Virginia.
Deliziosissima questa iniziativa
di istituto di cani !
Ho già in mente tutto il progetto.
lo la potrei lanciare
con il mio programma in televisione.
– Bene. – Per l’amministrazione
mia madre è bravissima.
Mamma ? Donna Virginia, anch’io
mi intendo di amministrazione.
– mammà potrebbe aiutarmi. – Ho già
la persona che potrebbe dirigerlo.
– Un grande professore veterinario.
– Chi è ?
E’ bravo,
lui è stato molto tempo a Parigi.
Parigi ! Che città Parigi !
Quanta gente c’è !
C’è il mostro di Notre-dame !
Donna Virginia, vorrei chiederle
un piccolo aiuto finanziario.
– Dovremmo costruire il locale,
serve una cosa elegante. – Certo.
Birichina ! La voglio chiamare
birichina, donna Virginia !
E’ sempre pronta
a spendere il suo danaro !
Ma non si può toccare il patrimonio
di donna Virginia. Birichina !
lo avrei il locale adatto.
Quel pazzo di mio padre
ci riceveva le bestie. La stalla !
Che ne dice della stalla ?
Guardi quanto è grande.
– Qui faremo il palcoscenico per
le bestioline. – Che palcoscenico ?
– Questo pavimento è antipatico.
– E’ una stalla !
Potremo metterci un tappeto.
Un tappeto bello, magari persiano.
– Persiano. – Dei bei servizi
di porcellana per i rinfreschi.
E’ importante per le signore
trovare oggetti molto raffinati.
Cara ! Originalissimo questo suo
arredamento, questa trasformazione !
Mi perdoni la domanda
un po’ ardita, Lady Eva.
Chi paga tutta questa roba ?
Donna Virginia sarà molto contenta
di firmare qualche piccolo assegno.
ln fondo non ha figli,
non ha nessuno.
No ! C’è qualcuno
che pensa a donna Virginia !
– Sì, barone, è vero, ma…
– lo vi do la stalla !
La metto generosamente
a vostra disposizione,
ma lei dovrebbe evitare
di far firmare donna Virginia.
Vuole ”sgrassare” la vecchia ?
La ”sgrasso” io la vecchia !
Lascio…
tutte le mie sostanze
alla ”Casa del Gaudio”…
– Nella persona.
– Nella persona…
(lNSlEME) del suo fondatore
e benefattore
Barone Rodolfo Vanzino
Castelfusano D’Arezzo.
– Ecco, ora una bella firmetta.
– Sì.
(lNSlEME) Donna Virginia
Lacchi di Fortello.
– Brava, brava !
– Adesso merito un cioccolatino.
– Niente cioccolatino.
– Fai di tutto per divertirmi.
Non ti preoccupare, ci penso io.
Vai in camera tua.
Che bello !
Ancora ! Più alto ! Più alto !
DONNA VlRGlNlA RlDE
– Più alto ! – Ci sei ”cascata”,
povera vecchietta ! – Ancora !
Ora ti diverti !
– Hai le vertigini ?
– No !
Questa che vuole ? Se vede
la vecchia distrutta, capisce tutto.
Vecchietta, sei morta ?
Collasso ?
Non mi sono mai divertita tanto !
– Hai fatto un grido soffocato.
– Erano risate !
Risate.
Buongiorno, donna Virginia. Barone.
Carissima, la vedo con gioia,
arriva sempre al momento opportuno.
– Spiritosissimo il vestito
da paralume ! – E’ di moda.
– Cosa fanno i cagnacci ? – Sono
stanca, ma ho avuto un’ottima idea.
– Scusate un momento.
– Barone, deve rimanere. – Certo.
Siamo una grande famiglia. Lei ha
collaborato con tanto disinteresse.
Vorrei rimanere, ma vedo dei piccoli
benefattori che fanno grandi gesti.
lo so che vogliono quelli !
Briganti !
– Che caro.
– Sì.
Vi ho visto da laggiù
che stavate facendo i gesti !
Vi ho telefonato perché
ha firmato il testamento.
– Che facciamo con il testamento ?
– E’ tutto a favore mio… nostro.
– Siamo ricchi !
– Allora ci dai i soldi ?
– Quando muore la vecchia.
– Quando ? – Sto organizzando.
Una sincope oggi, una fessura
domani, un’altalena dopodomani.
Arriva la vecchia
con quella truccata da donna.
l miei benefattori ed io
stavamo ammirando il paralume.
Donna Virginia ha elargito.
Mi ha dato due milioni.
– Se non bastano, sono sempre
disposta a dare. – Com’è buona !
– Avremo anche l’orso lavatore.
– Non ho capito bene.
– E’ un piccolo orso che se gli dà
una pezzuola, lava. – Che carino !
– Che è questo orso lavatore ?
– Non lo sai ?
– Tu gli dai uno straccio
e lui lava. – Lava ?
– Quella per comprarlo le ha dato
due milioni ? – Hai capito ?
Hanno creato un istituto per animali
e io per avere il testamento gli ho
dovuto dare la stalla del mio babbo.
Se i soldi li ”mangiano” gli
animali, noi quando li prendiamo ?
E’ un destino, mai !
– Ma che vuole ? – Ti do 48 ore
di tempo, altrimenti ”canto”.
– Allora è la fine. – Che fine ?
– La fine della vecchia.
– Stai fumando sigarette americane.
– Buone.
Erano 30 anni che non fumavo,
sono felice.
Queste sono forti, tonificano
il cuore fanno bene al cuore.
Forti queste sigarette ?
Erano forti i sigari che mi dava
il mio povero marito colonnello !
Come ti senti ?
Benissimo. Benissimo !
– Allora buttiamo
tutte le medicine ? – Via, via !
– Non lasciamo niente, iniezioni…
– No.
– ll calmante per il colpo
apoplettico ? – No.
– Buttiamo tutto.
– Sì, tutto.
Tutto quanto.
Vedi, buon’anima del colonnello ?
Queste sono donne forti.
L’occhio è chiuso, non si apre più.
– Ah ! Mi ero addormentata !
– Oddio !
– Ho fatto un bel sogno !
– Che hai sognato ?
Che vivevamo insieme tu ed io
per altri 100 anni !
Altri 100 anni ?
– Sudi ?
– Sì.
– Sudi ? Hai la ”sudarella” ?
– Sì, ho un po’ caldo.
– Apro la finestra.
– Sì, un po’ d’aria.
– Aria fresca. La senti ?
– Non basta.
– Non penetra dentro ?
– Ho caldo alla schiena.
Ora ci penso io.
– Ecco l’aeroplano.
Lo senti ? Arriva ? – Sì.
– Scopriti dietro.
– Sì.
– Falla penetrare fino alla gobba.
– Sì.
Bene, così.
E’ dolce l’aria, eh ?
Ora ti addormenti.
Ti sembra di dormire,
invece passi dall’altra parte.
Togliamo la sigaretta,
altrimenti brucia il cadavere.
Le mani giunte,
così ti trovano in ordine.
Questi li leviamo.
Non si levano,
dopo ti taglio le dita.
Vecchietta mia, l’ho dovuto fare.
Ho le mie esigenze.
Porto via tutto.
Ci rivediamo lassù,
addio vecchietta.
”Aria di fessura,
aria di sepoltura.”
”Ammazza” !
A me, donna Virginia !
– Quando muore ? Quella gioca
a tamburelle ! – E’ d’acciaio !
– Stanotte stavo per morire io
dal freddo ! – lo voglio i soldi !
– Quando ce li dai ? – State calmi,
bisogna giocare d’astuzia.
Vannuccio, ho escogitato un piano
per farle venire una sincope !
Dalla sincope non può salvarsi.
VOCl ACCAVALLATE
Come sono contenta ! Mi sembra
di essere tornata una ragazzina !
– Buonanotte, direttore.
– Buonanotte, signora contessa.
Buonanotte ? Come buonanotte ?
”Ammazza” che vecchia !
lo l’ammazzo ufficialmente !
Ti spezzo l’aorta con un colpo !
Come buonanotte ?
Dove sei, vecchiaccia !
Dove ti sei nascosta ?
Brutta vecchiaccia !
Oddio, lo scheletro !
La morte ! Mamma mia, la morte !
Ho paura !
La morte è venuta a prendermi !
Mi pento con tutto il cuore !
Mi pento di tutti i miei peccati.
ll padre della vecchia è venuto
a trovare la figlia in collegio !
Cucù ! Sono io,
non mi hai riconosciuta !
Ho preso tre premi al veglione
con questo costume
insieme al colonnello mio marito.
”Ma va’ a mori’ ammazzata !”
lmbecille !
Stavo per morire !
Mi ha fatto prendere una sincope !
La vecchiaccia mi ha fatto
uno scherzetto ! Brutta vecchiaccia !
CANTlCCHlA
Rodolfo,
hai preparato il bagnuccio ?
Sì, cara, è pronto !
Come ti salvi, brutta vecchiaccia ?
– (CONTESSA) Mi raccomando, a 38
gradi, ben caldo ! – Certo, caldo !
Qui morirebbe anche una foca !
Sei una vecchiaccia di ferro,
ma io ti cristallizzo !
Ti faccio diventare
un gelato da passeggio !
– (CONTESSA) Voglio essere sferzata
dalla doccia ! – Sì.
Sì, cara ! Vuoi essere sferzata ?
(SOTTOVOCE) Ti sferzo io !
E’ meglio coprirlo, altrimenti
la vecchiaccia se ne accorge.
– E’ il mio colpo segreto.
– Vengo ? E’ pronto ? – Sì !
Pensa sempre alla sua Virginia,
che tesoro !
Aahh !
BALBETTlO
– (RODOLFO) ll brivido della morte !
– Con questa starai benissimo !
– Vai via, brutta vecchiaccia !
– Sta delirando ? – No.
Peccato che tu non possa
accompagnarmi all’inaugurazione
– della casa degli animali.
– Vada.
VlRGlNlA CANTlCCHlA
Non l’avevo mai vista così allegra,
dev’essere l’aria di questo posto.
Dottore, l’arto.
ll mio arto, non lo sento !
– Quale arto ?
– Questo.
Alzalo.
Lo vedo e non lo sento !
– Addio, arto mio !
– Cosa è successo ?
La vecchiaccia
ha attentato alla mia vita !
Mi ha gettato nel baratro !
Mi ha fatto scivolare nel ghiaccio !
Donna Virginia ? Ma cosa dice !
Donna Virginia è un agnellino.
ll suo trattamento e l’ospitalità
nella sua casa di riposo,
hanno compiuto un miracolo.
Donna Virginia
è ringiovanita di 20 anni.
Con il vostro permesso
segnalerò la sua casa di riposo
in un mio articolo sulla rivista
medica di questo mese.
Così tutto il mondo
conoscerà la sua casa di riposo.
– Tu non segnali niente !
– Stia calmo.
Lei ha un forte raffreddore,
prenda molte aspirine
e stia a letto. A letto e calmo.
– Mi raccomando !
– Dottore, posso morire ?
Dottore, fa la spia ?
Tu non segnali niente !
– A più tardi.
– Vuoi fare la spia ?
– Qua dentro ci deve essere qualcosa
di valore. – Quanta roba !
– Non disturbate il barone !
– Ma tu che vuoi ?
– Prendi questo e portalo via.
– Che bel tavolino !
– Un momento !
– Che vuoi ?
– Questo piano
lo dovevo prendere io. – Ragioniamo.
– ll primo piano l’hai preso tu.
– Sì.
– Hai caricato ? – Sì, nel camion.
– Allora ?
– ll secondo piano l’hai preso tu ?
– Sì.
– lo che prendo ?
– Giusto, che prende ? – ll terzo.
Non discutiamo, prendi questo.
ll camion ?
Hanno caricato tutta la roba mia ?
– State caricando la roba mia ?
– E’ roba nostra !
ll camion pieno di roba mia !
E chi sono quei bestioni ?
Mannaggia !
CANl CHE ABBAlANO
l cani di Lady Eva ! Oggi c’è
l’inaugurazione. Che bestioni !
Che idea !
– Per legge dobbiamo lasciare
il tetto. – Questa è roba buona !
Che fate ? Adesso che ho risolto,
mi portate via la roba ?
– Paghi ? – Avevo detto
che pagavo entro 48 ore.
– Mancano solo due ore. – La vecchia
ha già fatto il testamento.
– La vecchia porta noi al cimitero !
– L’hai fatta ringiovanire !
– Prima, adesso sono arrivati
i bestioni. – Bestioni ?
Due bestioni con due ”capocce” così.
Mi basta un pezzetto di trippa e…
Addio vecchia.
No ? Con due bestioni…
Carissime e carissimi,
vi ringrazio di essere intervenuti.
Vi sarete chiesti perché ho fatto
questo ”Animal’s Beauty Parlour”.
Prima di farvi visitare questo
paradiso dei nostri amici a 4 zampe,
voglio rispondere a qualche domanda
dei miei lettori
che mi hanno annunciato
la loro venuta.
(CON ACCENTO TEDESCO)
”Votan in lmbarazzo”.
Le ho scritto
del mio cane Votan in lmbarazzo.
Tesoro ! Che bella bestiolina.
– Mi ha scritto ?
– Sì, del mio GRlFON.
Sì, il piccolo grifone.
Piacere, piccolo grifone.
Le ho scritto della questione
importantissima della PlPl.
Votan non può farla sul lampione.
Deve avere un grosso albero,
tiglio, castagno, rododendro.
E’ la natura
e come dice mia cugina:
PARLA lN TEDESCO
– Spero non si sia scandalizzata.
– No.
Ad Ankara c’erano tanti alberi,
tante querce. Quanti cedri !
– Lo porti a Villa Borghese.
– No, lì ci sono i pini.
– Non ama i pini, non hanno calore.
– Nel suo giardino ?
No, abbiamo le inferriate.
Gli sembra di stare in prigione.
Lui la trattiene,
non la fa e poi… PRRR !
– Metta una magnolia sul terrazzo.
– Non ho una terrazza !
Allora le mostro una cosa
interessantissima, Eccellenza.
E’ un albero per salotto
che ho in esclusiva per l’Europa.
Prego, signorina,
faccia la dimostrazione.
E’ molto adatto,
lo può mettere in salotto.
– (LADY EVA) Lo può appoggiare su un
tappeto molto morbido. – Certo, cara.
Basta che sia pulito, l’igiene
è molto importante per la bestia.
– Non è nemmeno caro.
– E’ eccellente per la PlPl.
Sì, è eccellente per il mio Votan.
– Passi al reparto acquisti dalle
signorine. – Sì, lo voglio provare.
Grazie, Eccellenza.
Ha visto quanto è pratico ?
Bello, curiosissimo questo spandere
acqua intorno al tronco !
Dov’è la vecchia ?
ll nostro patrocinatore barone
Vanzino di Castelfusano d’Arezzo.
– Per carità, io sfuggo la folla.
– Barone, voglio presentarle…
No ! lo sono schivo
a questo genere di esibizionismi.
Ci può essere qualche ”affezionato”
che mi riconosce.
– Tutta questa roba non mi convince.
– Perché ?
Lady Eva mi ha parlato di operazioni
per cambiare il sesso
ai gatti e ai pappagalli !
Mi radieranno dall’Associazione.
Rodolfo ! Rodolfuccio !
Voce di vecchia
che mi ronzi nelle orecchie !
Trippa mia, attaccati alla vecchia.
Tu sei la mia salvezza.
Donna Virginia, ho portato
la macchina fotografica.
– Mi fotografi con i gattini ?
– No, con i bestioni !
Manifestazione di forza
dietro la povera vecchia indifesa.
– Ho portato per loro la trippa.
– Per loro ?
E’ un regalino.
Tu lo metti qui
e fai una bella foto con i bestioni.
Così.
Ora stai buona qui,
alza la testa e sorridi.
Ecco, così.
– Vai un po’ più indietro.
– Sì.
– Ancora un po’.
– Sì. – Fino a toccare.
Ci siamo.
Aaah !
La mangiano !
Aiuto, i cani !
Aiuto !
– Che succede ?
– Andiamo a vedere.
– Che è successo ? – l bestioni
hanno mangiato la presidentessa.
Permesso, fatemi vedere
il cadavere della vecchia.
Non è restato neanche il cadavere ?
Sono rimasti solo i brandelli.
Ammazza i bestioni ! L’hanno…
– Rodolfo ! – Sento la voce della
vecchia che mi chiama dal Cielo.
Ho fatto un salto
e sono montata sulla pianta.
Ci vorrebbe una scala
per venire giù.
Allora questa è trippa ! Ti sei
tolta la trippa mentre correvi ?
Come ha fatto la vecchia ?
– La vecchia è vostra ?
– Sì, la contessa è sull’albero.
Non si preoccupi,
ho mandato a prendere una scala.
– Di chi sono questi cani
senza museruola ? – Lascia stare.
– Non mordono, vero ?
– No. Grazie, comandante.
Sono cani dell’istituto. lo sono
la direttrice e lei la presidente.
– Sgombri i cani dalla strada.
– Lo faccia lei, lei è vigile.
– Non alzi la voce !
– Lei sta urlando !
– Non è vero.
– Calma. – E’ un tipo ”grossier”.
– Che ha detto ? – Non badarci,
è straniera. Vuol dire ”grossista”.
– No, vuol dire ”cafone”. – Le
faccio un verbale per oltraggio !
Non vedi che è una disgrazia ?
La signorina è sconvolta.
– Ha detto che i cani
erano tenuti in… – ln gabbia.
”Tutto è bene
quel che finisce bene.”
E’ inutile fare
il verbale di contravvenzione.
E’ divertentissima questa vecchia
contessa appollaiata sull’albero.
Mi presento, barone Rodolfo Vanzino
Castelfusano d’Arezzo.
Ammirevole la sua comprensione,
capitano. Ammirevole.
– Non sono capitano, ma guardia
scelta. – Com’è possibile ?
Lei meriterebbe di essere
colonnello. Sia dei nostri.
– Lei conoscerà la signorina.
– Non ho questo piacere.
– Eva Bolavsky. – Lady Eva,
la conoscerà almeno di fama.
– Lady Eva ? – La consigliera,
ne avrà sentito parlare.
– Quella che scrive sui giornali ?
– Sì. Grazie della comprensione.
Perdoni il ”cafone”, è stato detto
in un momento di debolezza.
Aspetta ! Aspetta, Lady Eva !
Castelfusano, Torvaianica !
– E’ stata una sorpresa…
– Un momento, Lady Eva.
Dobbiamo fare il verbale
di contravvenzione.
Articolo 354:
”Cani feroci senza museruola”.
Articolo 445:
”lntralcio al transito”.
Articolo 555:
”Offesa a un pubblico ufficiale”.
– Era un ”cafone” senza volerlo.
– Lady Eva è molto nota. – Voglio
indagare sul vostro istituto.
– Ci sono troppe bestie.
– E’ un’iniziativa di questa scema.
– Un momento, mi sembra di averla
già vista. – Forse all’estero.
– Tutti al commissariato.
– Mi eviti il commissariato.
– Chi è Eva Bolavsky ?
– lo, commissario.
Nella sua carta d’identità
c’è scritto: ”Filomena Cangiullo”.
– Perché si fa chiamare
Eva Bolavsky ? – E’ un nome d’arte.
Lei ricorderà che George Sand,
in realtà si chiamava
– Amandine Aurore-Lucille…
Com’era, mammà ? – Dupin.
Articolo 252: ”Alterazione
di documenti”. E’ un reato grave.
Gravissimo ! lo avevo una vecchia
di 81 anni che diceva di averne 18.
– Gigliozzi, sono io il commissario.
– Sì, dottore.
– Moderati, altrimenti ti caccia.
– Se mi ricordo chi sei…
– Dottore, stiamo perdendo tempo
con sciocchezze. – Come ?
Abbiamo un’inaugurazione,
qui si discute di ”sfumature”.
Questa minorenne è ricercata
da tutte le questure della Repubblica
per essere fuggita da casa
e lei le ha dato asilo.
– Permette che le spieghi ? – Non
c’è niente da spiegare. – Zitta !
Frequento la casa di Lady Eva ed
è lì che ho conosciuto la signorina.
– Dove l’ha conosciuta ? – ln casa
di Lady Eva e della signora.
– Hanno una ”casa di appuntamenti”.
– E’ naturale.
Guarda la madre,
ha la faccia classica.
– Di quelle facce me ne intendo,
purtroppo. – Ammazza che faccia !
– Posso andare ?
– No !
– Garantisco io per le signore.
– Un momento.
ll padre della signorina
è stato convocato qui.
– Disgraziata, incosciente !
– Papà !
– Si calmi.
– Ti ha aiutato lui ?
– Avrei un bisogno urgente.
– Crepa qua !
– C’è obbligo di resistenza ?
– Zitto.
– Mi lasci spiegare.
– No, lei chi è ?
Sono il dottor Marco Cappelli,
e voglio sposare sua figlia.
– Ora è tuo padre che deve decidere.
– Certo, tu riparti con me.
Niente cinema e fidanzamenti !
– Lady Eva, mi aiuti.
– Calma, sciocchina.
– lngegnere…
– lo sono tabaccaio. Lei chi è ?
– Cangiullo, scrittrice.
– E’ Lady Eva ! – Stai zitta.
lngegnere, la piccola è venuta
da me, forse dovevo avvertirla,
ma ho pensato che era meglio
che lsabella capisse da sé
l’assurdità delle sue manie.
E’ stata sempre sorvegliata da noi.
Siamo stati fortunati
perché lsabella in casa mia
ha conosciuto il dottor Cappelli
che è un bravo giovanotto,
professione veterinario,
intenzioni serie, muscoloso.
ln genere è il vero oscar con cui
vorrebbero essere premiate
queste nostre ragazzine
in cerca di gloria e di arte.
La cosa non mi interessa.
Se le sue intenzioni sono queste
e lei ha ritrovato sua figlia…
– Voi potete aspettare fuori.
– Grazie, signor commissario.
Un momento, signor commissario,
le cose non sono regolari.
– La Cangiullo è responsabile.
– ll commissario sono io !
lnsomma, basta !
lo sbotto ! Se sbotto, sbotto !
– Mi state facendo perdere
del tempo prezioso ! – Stia calmo.
Non posso essere calmo !
Ho un importante affare
da concludere con donna Virginia !
Che c’entro io al commissariato ?
Capirei se fosse un cocktail-party !
lo sono il barone Rodolfo Vanzino
Castelfusano d’Arezzo !
Voi sarete abituati a trattare
con il ricettacolo dell’umanità !
Ma questa volta avete preso
un grosso abbaglio !
Mi sono qualificato barone !
lo posso andare ”molto in alto”
e vi farò pagare questo affronto !
Non potete immaginare chi sono io !
E’ Rodolfo Vanzino
Castelfusano d’Arezzo. Stai zitto !
– Già segnalato da tutte
le questure per truffa… – Affari.
– ..Raggiri, sevizie…
– Qualche schiaffone.
..falso predicatore
dei Carmelitani Scalzi.
No, Francescani ! Feci domanda
per andare come missionario.
– E’ scritto Scalzi !
– Sì, con i sandali.
– Sette volte rimpatriato
con ”foglio di via”. – Nella stiva !
Certo, ho controllato
tutte le schede.
– Stai zitto.
– Ho controllato, è lui.
– Portatelo via. – Bella
soddisfazione, signor commissario !
Mi dispiace lasciare le mie vecchine
in balìa delle onde !
Tutto il mondo saprà la verità
perché scriverò un memoriale
durante questa mia segregazione.
– C’è lo spaccio ? Ho la gola secca.
– Andiamo !
Lady Eva, hanno portato via
il barone. E’ il nostro direttore !
– Non si preoccupi, la casa
di riposo sopravviverà. – Come ?
– La dirigerà lei.
– E’ una buona idea.
– Ma cosa gli faranno ?
– Nulla, ha molte conoscenze.
Avrà qualche noia con le tasse.
– Gli faranno fare un film.
– E’ incredibile.
Ora bisogna sistemare
qualche altra persona.
Così sparirà ”Piccola Posta”.
Signorina, il mio amico editore
mi ha spiegato tutto.
Lady Eva lavora di fantasia,
ma è un elemento molto utile.
Come farei senza di lei
per il mio ”Adamo ed Eva” ?
– Non esageriamo.
– Zitto ! – Va bene, dottore.
Ti ringrazio di tutto, ma sono
costretto a rubarti la mia Eva.
– C’è tanta posta in redazione.
– Oggi non posso scrivere,
mi sento offesa nei sentimenti. Non
posso avere contatto con il pubblico.
L’aspetto fuori. Vieni, mammà.
Arrivederla, commissario.
Quando parla così, vuol dire
che vuole un aumento di stipendio.
di lei diminuiscono le vendite.
– Allora continuerete la ”Piccola
Posta” con la Cangiullo ? – Sì.
Le annuncio che la ”Piccola Posta”
sarà letta da tutte le mogli
e per molto tempo ancora !
Caro Gigliozzi,
è inutile che tu svenga.
Per il bene dell’umanità
la ”Piccola Posta” continuerà.
Lady Eva tornerà al lavoro,
centinaia di anime semplici
continueranno a scriverle
avide dei suoi consigli che
risolvono dubbi, consolano i cuori
e leniscono gli affanni degli
infelici dimenticati dalla società.
”Carissima Lady Eva,
a lume di candela,
come i romantici scrittori dell’800,
le invio mie notizie.
Perdoni l’accento toscaneggiante,
ma risiedo da tempo
in un grande albergo dietro Prato.
Ragioni di Stato mi obbligano
a restare qui per tutta la stagione.
Tornerò fra poco
nel nostro grande giro.
Leggo assiduamente
la ”Piccola Posta”
e in questo ultimo numero
mi ha colpito
l’appello che rivolge
la giovane straniera zoppa !
Mi pare milionaria, se non erro,
che risiede a Positano.
Ella cerca l’anima buona
che la possa assistere e trainare
con la sua carrozzella.
L’anima buona, Lady Eva, sono io !
Appena uscirò,
mi metta in contatto con la zoppa.

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